Attraverso l'oblo' vidi un orrizonte completamente liscio, battuto dal sole: l'orizzonte d'un giorno privo di venti, ma la sua spaziosita' era sufficiente a darmi un senso di fortunosa fuga, un momentaneo, esaltante senso di liberta'.

M A R C O E O R N E L L A
Marco e' mio nipote, lui e' svizzero ..vive a Uster ZH, ha trascorso una bellissima settimana in toscana insieme alla sua fidanzatina. Spero che ritorni presto.


«Non mi vergogno di dire che pur conducendo una vita normale - ha ammesso l'imprenditore -, tra mutui, macchina, una pizza per le bambine ed un vestito per noi non abbiamo superato il ventesimo giorno del mese». E visto che la sua azienda è in crescita e può contare su una manodopera altamente qualificata, ha aumentato loro lo stipendio. «È giusto che retribuisca più i miei dipendenti perchè lavorano bene e meglio degli altri - ha spiegato - E poi non sono assolutamente inferiori ai loro colleghi tedeschi, francesi, inglesi che percepiscono stipendi superiori a quelli degli italiani».
IL MIO GIORNO DI LIBERTA'

Incominciai a frequentare queste vie, quando marinavo la scuola insieme ai miei compagni di "avventura" oltre a giocare al pallone, sognando di imitare ognuno il nostro campione favorito, il gioco piu' in voga per noi maschietti erano le figurine panini del calcio. Non nascondo ancora oggi che il tempo non passava mai, pesava dentro di me come un macigno, la mattinata trascorsa fuori dellla scuola e aspettavo che uscissero alla fine delle lezioni, gli altri bambini,per ritornare a casa e speravo in cor mio, che nessuno riferisse tutto ai genitori.
A G A T O N E

Quel giorno mia madre non era andata a lavorare.
Lavorarva come quasi tutte le donne di Lentini
"O Magazze' " tipico fondo dove venivano scelte
le arance e accuratamente sistemate nelle cassette
per essere spedite.Mi prese per mano e mi accompagno' a scuola.
Era il mio primo giorno di scuola! Appena giunti vicino ai cancelli notai
oltre alla grandissima scritta" Suola Elementare Vittorio Veneto",
i reparti Maschili e Femminili . Gia' gli insegnanti con le liste in mano
cercavano di individuare quelli che per cinque anni
dovevano essere i propii alunni, e
li mettevano in fila man mano che le mamme gli affidavano loro i bambini .
Mia madre, dopo aver localizzato il mio gruppo, si avvicino'. Ci venne incontro
un signore cordiale, distinto, capace, non tanto alto di statura,
robusto, con le guance rossastre, con il viso che sapeva di buono,
con il sorriso sulle labbra e con garbo e gentilezza sistemava
i ragazzi in fila, cercando di metterli in ordine crescendo.
..Il suo nome ..Piccolo Luciano.
Maestro con doti particolari, capaci di trasmettere in noi, anche ai meno attenti, quel fluido magico, che serviva per attirare verso di lui tutta la nostra attenzione, nelle ore di scuola.
Ci fece notare che nella sua lista, non risultava nessun Agatino,
ma bensi un Agatone...io subito pensavo
qualcuno lo aveva storpiato apposta,
per il mio carattere di piccolo ribelle che gia' si faceva notare.
Seppi molto piu' tardi del grande filosofo che portava
quel nome e che Lentini vi aveva dato i natali .